Nuova imposta sui porti campani
Uniport e Assiterminal denunciano costi insostenibili e rischio di perdita di competitività
Le imprese attive nei porti di Napoli, Salerno e Castellammare hanno ricevuto una comunicazione ufficiale dall’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centrale, che, su mandato della Regione Campania, richiede il pagamento di una nuova imposta sui canoni di concessione demaniale.
L’importo varia dal 10% al 25% del canone annuo, con in più la richiesta di arretrati relativi agli ultimi cinque anni.
Un freno alla competitività
Secondo Uniport e Assiterminal, questa decisione si inserisce in un quadro già critico per la portualità italiana:
– rappresenta un aggravio ingiustificato di costi,
– arriva dopo il Decreto Infrastrutture, che non ha risolto il contenzioso sugli aumenti del 2023,
– rischia di creare una situazione unica nel panorama nazionale, con possibili effetti di emulazione in altre regioni.
La misura, sostengono, mette a rischio la competitività dei porti campani, con conseguenze dirette su investimenti programmati e persino sui livelli occupazionali.
Le prossime mosse
Le due associazioni stanno valutando azioni legali e politiche per difendere le imprese del settore. L’obiettivo è quello di garantire condizioni concorrenziali eque, “se non identiche almeno compatibili”, con quelle delle aziende localizzate in altre Regioni italiane attive negli stessi mercati nazionali e internazionali.
Photo Credits: Pexels
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