Tassa pacchi extra UE

Effetti critici sulla logistica e sul trasporto aereo italiano

Marzo 16, 2026

L’introduzione della tassa da due euro sui pacchi di modico valore provenienti da Paesi extra UE sta producendo effetti significativi sul sistema logistico italiano. Tra calo dei traffici aerei, deviazione dei flussi verso altri hub europei e aumento del trasporto su gomma, la misura solleva interrogativi sulla necessità di un coordinamento a livello europeo.

Una misura nazionale, effetti europei

La nuova tassa, in vigore dal 1° gennaio 2026, sta mostrando effetti distorsivi sul sistema logistico italiano. Nata con l’obiettivo di contrastare la concorrenza del fast fashion extraeuropeo e rafforzare le entrate fiscali, la misura ha invece favorito lo spostamento dei flussi logistici verso altri hub europei privi di contributi analoghi, riducendo la competitività del sistema nazionale.

Traffici deviati e pressione sulla rete stradale

Secondo i dati doganali, nelle prime settimane del 2026 l’aeroporto di Milano Malpensa ha registrato una perdita di oltre trenta voli cargo, con un calo stimato del 40% delle spedizioni sotto i 150 euro. Le merci continuano a entrare nel mercato italiano, ma vengono sdoganate in Paesi come Belgio, Germania e Ungheria, per poi raggiungere l’Italia via gomma. Il risultato è un aumento dei trasporti su strada, maggiore pressione sulla viabilità alpina e un impatto ambientale più elevato.

Coordinamento europeo come unica soluzione

Il caso evidenzia i limiti di interventi nazionali non armonizzati in un mercato unico. La tassazione dei pacchi, se non coordinata a livello europeo, rischia di penalizzare specifiche modalità di trasporto – in particolare il cargo aereo – senza ridurre i flussi di importazione. Per questo il settore chiede un rinvio dell’applicazione della misura e un allineamento alle future decisioni UE, unica strada per garantire equità competitiva, sostenibilità logistica e tutela degli hub italiani nel contesto dei trasporti internazionali.

Photo Credits: Pexels

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